Obiettivi

 

Gli obiettivi della ricerca coincidono con quelli del Progetto Horizon 2020 con riguardo alla costruzione di una società europea inclusiva, innovativa e sicura. Questi ultimi a loro volta riflettono la strategia di Europa 2020 quale esposta nei documenti ufficiali.

In definitiva obiettivo della ricerca è quello di dare un contributo di idee e di proposte per vincere quella che Horizon 2020 definisce “la grande sfida” e che “consiste nello stabilizzare il sistema finanziario ed economico a breve termine, adottando nel contempo le misure per creare le opportunità economiche di domani”.

L'Unione Europea, al fine di superare la crisi finanziaria, punta sulla costruzione di un mercato unico, effettivamente integrato, di individui, imprese, beni e servizi. Per raggiungere tali obiettivi l'Unione è consapevole che è, preliminarmente, necessario rimuovere gli ostacoli dovuti alle deficienze nel funzionamento dei sistemi finanziari. La Comunicazione del giugno 2010 su questo punto è chiarissima: “Un sistema finanziario più sicuro, più solido, più trasparente e più responsabile, che operi per l'insieme dell'economia e della società e sia in grado di finanziare l'economia reale, è presupposto ad una crescita sostenibile e costituisce il complemento essenziale agli sforzi intrapresi dall'Europa per risanare le finanze pubbliche e avviare le riforme strutturali che garantiranno in futuro un'economia dinamica. La strategia per l'Europa 2020 dovrebbe esser sostenuta da un settore dei servizi finanziari sano, che permetta alle imprese europee,soprattutto alle PMI, di investire in favore della crescita e ai cittadini dell'Europa di pianificare con fiducia il loro avvenire. La regolamentazione dei servizi finanziari va affiancata da un'ambiziosa agenda di riforme a sostegno della crescita e fondata sul mercato interno”.

Si procederà, pertanto, ad una valutazione dei limiti degli assetti economico istituzionali dei paesi europei che hanno consentito l'innestarsi e lo svilupparsi della crisi del 2007. Tale crisi ha inciso in misura notevole sulla capacità delle imprese e dei governi europei di finanziare investimenti e progetti innovativi per conseguire gli obiettivi che l'Unione si è data con la strategia dell'Europa 2020. E' necessario, pertanto, un contesto normativo che assicuri l'efficacia e la stabilità dei mercati, ove tuttavia questi obiettivi siano coniugati con regole che assicurino non solo la protezione, ma la partecipazione ai processi decisionali degli stakeholders: imprese minori, imprese innovative, consumatori, lavoratori, più in generale soggetti socialmente esclusi (ad es. giovani e donne).

In ragione di tali considerazioni la ricerca affronta l'analisi degli strumenti di governance sovranazionale dei mercati finanziari che in sede di Unione Europea sono già stati individuati (o sono allo studio) al fine di assicurare la stabilità dei mercati, prevenire i rischi sistemici, superare le difficoltà monetarie. L'intento è quello di valutarne la congruità, la capacità di raggiungere effettivamente l'obiettivo perseguito e, lì dove occorra, suggerire i possibili aggiustamenti.

L'indagine si allargherà alle forme di governance dei mercati più in generale e, quindi, alle politiche per prevenire la concorrenza fiscale, per gestire i problemi del mercato del lavoro, per migliorare l'efficienza della pubblica amministrazione, ritenendole tutte strumento di ausilio indispensabile per le imprese, soprattutto di dimensione minore.

La stabilità del sistema è necessaria anzitutto per la «sicurezza» della società civile. Le banche (e gli altri intermediari finanziari) sono, nell'era moderna, il cuore dell'economia: su più piani. Sono loro che custodiscono e gestiscono i risparmi dei cittadini; sono loro a finanziare i cittadini, come consumatori e come imprenditori. Il default del sistema finanziario, dunque, verrebbe a compromettere la vita dei singoli cittadini: i loro risparmi verrebbero erosi; si brucerebbero risorse che potrebbero essere destinate a finanziare consumi ed imprese (e tali effetti sarebbero ancor più devastanti in un Paese, quale l'Italia, pressoché sprovvisto di materie prime). Già il solo rischio di un default è idoneo a generare il «panico» tra i cittadini, l'insicurezza, la sfiducia nel futuro, innescando un circolo vizioso di decrescita dell'economia reale, tra contrazione dei consumi, riduzione dei finanziamenti, fallimento delle imprese, recessione, e così via. Soltanto un sistema finanziario stabile può essere capace di finanziare i bisogni dei cittadini. E l'accessibilità dei finanziamenti è indispensabile per la realizzazione di società che siano realmente «inclusive» ed «innovative».

E' fondamentale avere riguardo alle piccole e medie imprese, garantendo spazi nuovi al loro finanziamento e soprattutto al finanziamento dell'innovazione che assai spesso proviene proprio da questi attori del mercato.

Anche la problematica della regolazione del credito, presenta criticità, profili di interesse e conseguenze diverse se considerata ex parte creditoris o ex parte debitoris, soprattutto per il professionista-imprenditore di piccole e medie dimensioni e per il non esercente attività economica, i.e. consumatore (e si veda anche l'attenzione dedicata alla tutela del consumatore dalla Comunicazione della Commissione al Parlamento Europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al comitato delle regioni in ordine alle “dodici leve per stimolare la crescita e rafforzare la fiducia” del 13 aprile 2011).

La crescita e l'occupazione, obiettivi prioritari in questa fase economica, hanno bisogno di mercati sani e ben collegati dove la concorrenza e l'accessibilità per tutti possano stimolare l'attività imprenditoriale e l'innovazione, con particolare riguardo per le piccole e medie imprese. La regolazione del credito, invero, presenta profili di impatto e di efficacia delle misure adottate dai legislatori nazionali che involgono problematiche sia con riguardo alla posizione del creditore, sia con riferimento alle vicende del debitore.

L'intervento di autorità pubbliche per assicurare l'adempimento può essere determinante, quanto ai costi ed ai tempi, per rendere efficiente o effettivo il diritto, o al contrario per svuotare di qualsiasi effettiva portata regole pur astrattamente coerenti e corrette.

Individuare gli ostacoli nella regolamentazione, che si frappongono alla crescita economica e occupazionale, e suggerire mutamenti nella disciplina che valgano ad eliminarli, centra l'obiettivo della creazione di una società inclusiva, innovativa e sicura.